Carissimo amante della natura,
sono assolutamente d'accordo con le sue osservazioni,(anche se queste non precludono le mie,anzi).
Da letture scientifiche che ho condotto sulla situazione di rettili ed anfibi, la loro situazione risulta alquanto problematica.Ne sono un esempio l'habitat sottoposto a cambi repentini,es. livello dei laghi in ribasso,per gli anfibi,temperature e fasi stagionali sfasate,per i rettili,ecc.ecc.
L'ignoranza ,credo, sia la madre di tutte le azioni sconsiderate e dannose.Proprio per questo assioma la nostra attività in favore dell'ambiente deve essere assolutamente rigorosa dal punto di vista scientifico.
E' importante un colubro d'esculapio quanto un capriolo od un tritone.Tutto rientra in una biosfera complessa in cui le interazioni tra i diversi esseri viventi sono molteplici e conosciute solo in minima parte.Quindi io punterei ad un riassetto studiato e ponderato della complessa biodiversità di un certo ambiente,cercando di ripristinare tutte le catene di interdipendenza delle specie,questo per ricreare,a medio termine,un equilibrio funzionale ed autonomo,(senza le finte azioni di selezione dei cacciatori),che se potessero "selezionerebbero" tutto ciò che si muove.......
La natura, se protetta e monitorata adeguatamente
dimostra da milioni di anni di arrivare ad una sicura autoregolamentazione seguendo leggi e programmi vitali ben precisi e frutto di ere geologiche di tentativi,fallimenti,successi.
Io non credo personalmente che privando della vita animali
in soprannumero ,(per diretta colpa dell'uomo),si contribuisca in modo intelligente,scientifico,utile ,a migliorare l'ambiente naturale.Credo ancora di meno a questo iter se il "...prelievo"....viene effettuato su specie già in grave difficoltà.
Credo insomma che contrapporre la scienza e la conoscienza
a trovate tanto inefficaci quanto frutto di interessi egoistici e personalissimi , sia l'unica strada da percorrere.
Un caro saluto.
lipu57
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