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"VOLATORI CON LE MANI" DA RECORD

L’ultima pubblicazione de “I Quaderni del Parco” è dedicata ai pipistrelli, animali tutelati, che hanno il “radar”, vivono fino a vent’anni e pesano solo dodici grammi.

Agli inizi dell’estate nella Sala Negrelli del Comprensorio di Primiero ha avuto luogo la presentazione del volume “I chirotteri del Parco - biologia, ecologia e distribuzione”.

Il volume curato da Paolo Paolucci, tecnico al dipartimento di Agronomia ambientale e produzioni vegetali dell’Università di Padova e Miriell Martini, ricercatrice all’Accademia europea Eurac di Bolzano, rappresenta il settimo contributo alla collana editoriale i “Quaderni del Parco” che vuole proporre all’attenzione del pubblico una serie di ricerche e lavori che contribuiscono ad arricchire la conoscenza del territorio e della realtà storica, ambientale ed economica del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino.

Sagoma di NOTTOLA
La prima parte del libro (128 pagine, ricche di foto e illustrazioni) è un excursus sulle principali caratteristiche di questi animali di cui spesso si sa poco. Tra i vertebrati della nostra fauna, infatti, i pipistrelli sono probabilmente i meno conosciuti e, forse, anche i meno amati. Le forme strane e a volte non proprio belle del muso, le abitudini notturne, il fatto che si rifugiano in luoghi oscuri e umidi, il modo di volare, sono argomenti sufficienti per far nascere leggende e alimentare superstizioni prive tuttavia di una qualunque verità.

Si tratta invece di animali tra i più interessanti per il loro modo di vivere e per la loro ecologia e tra i più minacciati dal “progresso” dell’uomo moderno. Basti pensare alla loro capacità di volare altrettanto bene degli uccelli, grazie alla straordinaria trasformazione degli arti anteriori e, in particolare, delle ossa della mano: d’altro canto il termine che definisce il loro ordine, “chirotteri”, significa proprio “volatori con le mani”.

Altro loro particolare è la capacità di trascorrere l’inverno in letargo, riducendo al minimo le funzioni fisiologiche, abbassando la temperatura corporea e risparmiando così le energie. I costumi riproduttivi sono anch’essi piuttosto singolari: gli accoppiamenti sono in molti casi in autunno mentre la nascita dei piccoli avviene in primavera, consentendo così alle madri e ai cuccioli di disporre di cibo vario e abbondante. A differenza di altri mammiferi della taglia dei nostri pipistrelli, come i roditori che danno alla luce un numero elevato di figli e il loro ciclo vitale si conclude nell’arco di una decina di mesi, i chirotteri si riproducono una sola volta all’anno, dando origine quasi sempre ad un solo piccolo e raggiungendo la veneranda età di venti anni: un vero record per un mammifero di dodici grammi di peso.

Tutti i nostri pipistrelli utilizzano un sofisticato sistema di orientamento, chiamato ecolocazione; adattamento che, se non proprio unico nel mondo dei vertebrati - basti pensare ai cetacei - nei chirotteri si è evoluto in maniera mirabile al punto da consentire loro di volare con sicurezza nel buio più assoluto, di rilevare ostacoli tra i più minuti e di individuare nell’oscurità le loro prede. In alcune specie il sistema è così ben congeniato che consente loro di “percepire” persino prede perfettamente immobili.

Certamente l’aspetto di molti di essi non è tra i più accattivanti ma, come sempre succede in natura, tutto ha una funzione. Così le pliche fogliacee dei pipistrelli, a ferro di cavallo, servono per emettere ultrasuoni ad elevata frequenza e a captarne gli echi riflessi negli spazi angusti delle grotte dove vivono, e le enormi orecchie dei pipistrelli orecchioni sono perfette per “sentire” gli insetti nascosti nel fitto delle fronde.

Quadrno n.7 - I CHIROTTERI DEL PARCO
Questi e molti altri sono gli argomenti trattati nella prima parte del libro che insegna pure a convivere con i pipistrelli, accettarli come ospiti delle nostre soffitte e dei nostri giardini e invitarli ad occupare i rifugi per loro predisposti; non dimentichiamo che la maggior parte dei pipistrelli è minacciata di estinzione e che tutte le specie europee godono di speciali tutele legali, sia a livello locale sia a livello internazionale. Purtroppo però proteggere le singole specie non è sufficiente a scongiurarne le minacce che più spesso sono legate alla distruzione o alla modificazione del territorio e degli ambienti in cui vivono.

Nella seconda parte, invece, il testo presenta i risultati della ricerca sulla Chirotterofauna del Parco di Paneveggio Pale di San Martino, svolta dagli autori dal 2001 al 2005, con la supervisione scientifica di Luigi Masutti, professore ordinario di Zoologia forestale, venatoria e acquicoltura dell’Università di Padova, autore tra l’altro della prefazione. Le diverse specie rinvenute nel corso degli studi sono trattate con esaurienti note, riguardanti la loro distribuzione nel Parco, la biologia e l’ecologia e corredate da tavole a colori e cartine di localizzazione.

Le relazioni tra i diversi pipistrelli e alcuni tipici ambienti del Parco sono l’argomento di un ulteriore, specifico capitolo: dai fondovalle sino alle praterie d’alta montagna, dalle scure peccete ai luminosi prati dei pendii assolati e miti, gli autori accompagnano il lettore a scoprire le diverse specie di pipistrelli che compongono le diverse, a volte ricche chirotterofaune. L’ultima sezione è dedicata, infine, al riconoscimento in natura delle specie sinora osservate nel territorio protetto.



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