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ROSWITHA ASCHE

A fine giugno di quest’anno Roswitha Asche ha lasciato per sempre questa vita terrena, ma come per tutti i grandi artisti le sue opere, rimanendo fruibili non solo ai suoi estimatori, ma anche a coloro che non l’hanno conosciuta, la ricorderanno e faranno si che il distacco, puro doloroso, sia attenuato.

Infatti in ogni sua opera si possono riconoscere le doti di quell’artista umile, curiosa e pronta a stupirsi ed emozionarsi di ogni oggetto ed evento della natura o dell’uomo, che poi riusciva a trasmettere all’osservatore delle sue opere.

Nelle migliaia di disegni ed acquarelli da lei eseguiti non c’è ripetitività, come spesso succede, per i quadri dei cosiddetti artisti commerciali, bensì dietro ogni tavola è presente una ricerca, un progetto, un appassionamento dell’artista verso quelle cose non appariscenti o relegate nel dimenticatoio.

Roswitha Asche


Roswitha Asche si era innamorata del Vanoi, del Primiero, del territorio del Parco di quelle terre di mezzo, di quelle borderline che lei invece ha saputo così magistralmente rappresentare.

Dalla felice intuizione di portare letteralmente a galla la fluitazione del legname dal Primiero – Vanoi alla Repubblica di Venezia, alla rappresentazione di ogni forma di architettura rurale, dalla minuziosa raccolta e trasposizione dei disegni sulle tavole a china ed ad acquerello, alla magistrale rappresentazione, di tutti quegli aspetti naturalistici che spesso sfuggono ad un occhio non attento, paziente e curioso come solo un artista che ha percorso in lungo e in largo a piedi questi luoghi.

Gioco della "volp" e delle galline
Il Parco ha avuto il merito, a mio parere, di capire quanto Roswitha stava facendo dandole la possibilità di operare liberamente esprimendo al massimo le proprie intuizioni e doti artistiche.

Ora noi tutti, ma in particolare le Comunità del Vanoi, del Primiero e di tutti i territori a loro confinanti, hanno un patrimonio inestimabile di più di 1200 tavole di disegni ed acquarelli che descrivono questi luoghi come nessuna foto od altra rappresentazione possono fare.

Saranno le future generazioni che maggiormente ne trarranno vantaggio poiché avranno a disposizione una documentazione di luoghi, edifici ed oggetti che probabilmente saranno, od in parte lo sono già, cambiati o addirittura non più presenti.

Il Parco, le Amministrazioni pubbliche territoriali, assieme agli eredi hanno ora il compito di conservare, valorizzare e rendere visibile a tutti coloro che saranno interessati l’opera e quindi la persona che l’ha realizzata. Sarà questo il modo e la forma migliore per ricordare e far rimanere presente tra di noi l’apprezzata amica del Parco Roswitha Asche.

Mulino di Ronco Cainari


Disegno al tratto del "Cavaróde"


Acquarello CASA AI BELLOTTI




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