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Ecomuseo Sentiero Etnografico











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 ParcoPan > Visita > Sentiero Etnografico

 Sentiero Etnografico

Il Sentiero Etnografico nella Valle del Vanoi
Pradi de Tognòla
Il Sentiero Etnografico è il nome di un progetto ecomuseale ad ampio respiro che il Parco ha attuato con il cofinanziamento della Comunità Europea nel territorio di Caoria, e delle boscose valli che la sovrastano (Valzanca e Valsorda), nella valle del Vanoi.

L'Ecomuseo del Vanoi, con i suoi sette temi (acqua, legno, pietra, erba, guerre, sacro e mobilità), comprende dal punto di vista concettuale e gestionale il Sentiero Etnografico del Vanoi.

Lungo il Sentiero Etnografico sono trattati principalmente tre temi (erba, legno e mobilità). Gli altri quattro temi (acqua, oietra, guerra e sacro) sono solo sfiorati.

Nell'anno 2000 è stato inserito nel progetto European Pathways to Cultural Landscape.
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Carta del Sentiero Etnografico
Sentieri per i paesaggi culturali europei - English

Il Sentiero Etnografico del Vanoi è un insieme di percorsi escursionistici organizzati in anelli tematici, che si snodano tra Caoria a 832 metri di quota, e la malga Vesnòta de sóra, mille metri più in alto, attraversando i luoghi dove gli abitanti hanno vissuto, trasformandoli nei secoli con la propria attività.
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La carga de fen
Informazioni generali sugli anelli del Sentiero Etnografico - English

Il Sentiero Etnografico è stato realizzato recuperando percorsi esistenti e organizzandoli in anelli che permettono il rientro al punto di partenza in modo circolare.

Gli anelli percorribili sono quattro, ciascuno dedicato in modo particolare all'unità paesaggistica corrispondente: la val, i pradi, el bosc e la montagna.
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I Pradi
L'anello dei Pradi - English

Appena sopra Caoria iniziano i pradi, che costituivano il vero e proprio “fienile” in tutta la catena del “cercare l'erba” sviluppata nel tempo da questa comunità rurale.
Salendo a piedi per l'antico sentiero lastricato dei Reversi, si cominciano ad intravedere i primi appezzamenti erbosi, oggi in gran parte richiusi dal bosco, ma il vero e proprio anello dei pradi ha inizio a Pont de Stel, 300 metri più in alto di Caoria.
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La Val
L'anello della Val - English

Caoria è chiamata "la val" da sempre dai suoi abitanti, a indicare il fondo della valle, là dove sorge il paese, ma soprattutto dove scorrono impetuose le acque ed era consigliabile vivere solo pochi mesi all'anno.
D'inverno, la val era il cuore della comunità, con la chiesa, il cimitero, la scuola, le case in muratura, i grandi fienili. Riprendeva a svuotarsi a primavera quando gente e bestie salivano ai pradi.
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La Montagna
L'anello della Montagna - English

Col termine montagna i caoriotti hanno da sempre indicato i montes, le quote più alte destinate agli alpeggi, in parte ancora ricompresi tra il bosco, ma per lo più dislocati al di sopra del limite della vegetazione arborea, oltre i 1.800 metri.
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El Bosc
L'anello del Bosc - English

Il bosco, quello produttivo, alto e nero, utilizzato da più di sette secoli per ricavare legname pregiato, incornicia i pradi verso l'alto. Nelle estese foreste di conifere di proprietà demaniale e comunale, soprattutto di abete rosso, lavoravano come boscaioli molti degli uomini di Caoria, abbattendo i tronchi e facendoli scivolare a valle, dove venivano tagliati o fatti fluitare fino a Venezia sui corsi d'acqua.
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Roswitha Asche
A fine giugno di quest’anno Roswitha Asche ha lasciato per sempre questa vita terrena, ma come per tutti i grandi artisti le sue opere, rimanendo fruibili non solo ai suoi estimatori, ma anche a coloro che non l’hanno conosciuta, la ricorderanno e faranno si che il distacco, puro doloroso, sia attenuato.

Infatti in ogni sua opera si possono riconoscere le doti di quell’artista umile, curiosa e pronta a stupirsi ed emozionarsi di ogni oggetto ed evento della natura o dell’uomo, che poi riusciva a trasmettere all’osservatore delle sue opere.

Nelle migliaia di disegni ed acquarelli da lei eseguiti non c’è ripetitività, come spesso succede, per i quadri dei cosiddetti artisti commerciali, bensì dietro ogni tavola è presente una ricerca, un progetto, un appassionamento dell’artista verso quelle cose non appariscenti o relegate nel dimenticatoio.
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